Chi Siamo

La chiesa di Raffadali affonda le sue radici nel movimento di risveglio nato nel secolo scorso negli Stati Uniti d’America quando, cristiani di diversa denominazione, si riunirono nella ricerca della potenza dall’alto e ricevettero il battesimo nello Spirito Santo con la manifestazione del parlare in altre lingue, come era avvenuto il giorno della Pentecoste.

Nel 1907, iniziò l’opera di evangelizzazione da parte degli italiani che si erano convertiti, proprio negli Stati uniti d’America, a Niagara Falls. Tra gli italiani convertitisi all’Evangelo, ci fu anche il raffadalese Francesco Galvano che, nel 1925 decise di tornare a Raffadali con il desiderio di raccontare del suo incontro con Gesù Cristo. Tanti raffadalesi, nelle riunioni organizzate in casa di Galvano, sperimentarono la nuova nascita e il battesimo nello Spirito Santo. Il nuovo gruppo di credenti acquistò un locale in via Principe Montaperto. Il clero manifestò segni di preoccupazione per la diffusione del nascente movimento; tuttavia il messaggio del Vangelo fu ben accolto e, in mezzo alle difficoltà, l’opera di Dio andò avanti.

Nel 1930, con la morte di Galvano, venne scelto come nuovo pastore il fratello Giovanni Russomorto, membro della comunità stessa. Nel frattempo si inasprirono le persecuzioni, che costrinsero i fratelli a riunirsi clandestinamente. I credenti venivano spesso diffidati e, talvolta, processati con l’obbligo di non riunirsi per svolgere le loro riunioni. Nel periodo estivo, si tennero i primi battesimi, in località “Businè”, di nascosto, per paura che le autorità ne venissero a conoscenza.

L’anno di persecuzione più intensa fu il 1934, quando venne emanata la circolare Buffarini-Guidi, che vietava il culto ai pentecostali poiché definiti come “nocivi per la razza”. I fratelli dovettero chiudere il locale di culto, e ricevettero il severo divieto di non tenere più riunioni, neanche nelle case private.

La situazione mutò nel 1943, quando gli americani sbarcarono in Sicilia. Alla fine del 1943 il locale di via Principe Montaperto, nel frattempo utilizzato come deposito militare, venne restituito ai credenti. Dal 1944 il fratello Paolo Plano curò la comunità per circa anno, seguito, poi dal fratello Vincenzo Federico, che pasturò la comunità per circa dieci anni (1945 – 1955).

Furono organizzati, nel 1944 e nel 1945, degli incontri pastorali regionali e nazionali proprio a Raffadali, durante i quali si gettarono le basi per il riconoscimento da parte dello stato. Le autorità governative richiesero un atto dichiarativo che doveva essere emesso da una associazione di chiese consorelle, giuridicamente riconosciute in altri Stati. Dopo il convegno di Napoli del 1947, e grazie alla collaborazione delle Assemblee di Dio degli Stati Uniti, nacquero così le “Assemblee di Dio in Italia.

Con l’ottenimento della libertà religiosa, i credenti di Raffadali cominciarono a evangelizzare i paesi limitrofi, non ancora raggiunti dal messaggio del Vangelo. Grazie allo zelo di questi fratelli nacquero, così diverse comunità: Giardina Gallotti, Cianciana, Montallegro, Cattolica Eraclea, Alessandria della Rocca.

Ad oggi la comunità di Raffadali è formata da quattrocento membri circa, ed è guidata, dal 2024, dal pastore Davide Casà. Oltre alle tante attività svolte nella comunità, il locale di culto di Raffadali, grazie a Dio e alla collaborazione di tanti credenti, ospita gli studi di Radio Evangelo Agrigento.

Tutto questo attesta come Dio nel corso degli anni sia stato fedele e abbia portato avanti la sua chiesa, facendola crescere numericamente ma soprattutto spiritualmente e la preghiera che accomuna tutti, dai più vecchi ai più giovani, è:

“… Signore, da’ vita all’opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere!…” Abacuc 3:2